venerdì 13 novembre 2009

Un buon rapporto con i lettori: quattro chiavi per costruirlo


Avere un buon rapporto con i lettori dovrebbe essere in cima alla lista delle priorità di chiunque voglia dedicarsi o già si dedichi alla scrittura.

Non importa se i nostri testi restano nel cassetto nascosto o se siamo già una "firma" di qualche pubblicazione, se scriviamo ogni giorno o se siamo costretti da un'incombenza.

Ciò che conta è l'atteggiamento professionale e competente da avere e in questo atteggiamento c'è un'estrema attenzione al nostro primo ed unico referente: i lettori.

I lettori sono
  • la nostra ragion d'essere
  • i nostri interlocutori
  • il nostro obiettivo da raggiungere
I lettori sono la nostra ragion d'essere: scrivere vuol dire assumere un ruolo in una relazione tra due parti in gioco, da un lato lo scrittore e dall'altro il lettore. I due ruoli sono indispensabili e l'uno non può fare a meno dell'altro.

I lettori sono i nostri interlocutori: molti pensano alla lettura come una forma di passività ma questa idea è scorretta. In realtà i lettori cooperano alla costruzione del senso del nostro testo, mentre leggono fanno ipotesi o cercano di anticipare gli esiti della lettura e se l'autore fa riferimenti ad altri testi, quei lettori a conoscenza di quegli stessi testi si sentiranno speciali e privilegiati e svilupperanno un'intesa con l'autore.

I lettori sono il nostro obiettivo da raggiungere: in base al tipo di testo potremmo pensare di rivolgerci a un tipo di lettore diverso. Questa considerazione modificherà contenuti, forme, stili, taglio o tipologia del nostro testo, cioè modificherà il nostro percorso di produzione.

Sulla base di questi principi, cosa possiamo fare per prenderci cura del rapporto con il lettore?

  1. Parliamo a un lettore ben preciso: potremmo scegliere di rivolgerci a un lettore simile a noi, sfruttando il vantaggio di conoscere già le nostre attitudini, i nostri gusti e soprattutto il nostro stile linguistico. Per un lettore accorgersi che lo scrittore parla il suo stesso linguaggio è una soddisfazione incredibile. Scegliere noi stessi come modello di lettore faciliterà anche la ricerca di contenuti, poiché potremo scegliere tra quelli già nella nostra area di interesse.
  2. Facciamo amicizia con il lettore: fare amicizia vuol dire condividere con qualcuno esperienze significative, essergli d'aiuto, diventare una presenza. Cercheremo quindi di produrre testi con un certo grado di originalità, che possano accattivare e coinvolgere, dare informazioni che possano davvero servire e - soprattutto - creeremo uno stile, un marchio che ci renderà riconoscibili.
  3. Prima i lettori, poi noi: nei sogni di alcuni scrittori ci sono lettori sospiranti che - dopo aver letto i loro testi - esclamano "Oh! Ma è un capolavoro di un grande autore!". Questi scrittori mettono loro stessi al primo posto. Invece noi dovremmo sognare lettori che dicano "grazie a questo testo ho capito questo/grazie a questa lettura ora so fare questo/grazie al lavoro di questo autore ho arricchito la mia esperienza". Al primo posto dobbiamo mettere la conoscenza, la competenza e la gratificazione del lettore.
  4. Cercare altri lettori: i lettori, come i clienti, hanno sempre ragione, per cui se non leggono - o noi immaginiamo che non leggerebbero - i nostri testi è perché noi non scriviamo per quei lettori ma per altri. Il nostro dovere è diventare bravi nel genere testuale su cui stiamo lavorando. Ma non potremo pretendere che un lettore amante di un genere diverso si interessi al nostro. mentre sarà sempre possibile - oltre che stimolante e divertente! - provare noi a scrivere per lui. Non faremo che arricchire le nostre abilità.
La ricerca dei lettori è un viaggio entusiasmante e non importa sapere quanto tempo ci vorrà.

Come insegna Laozi:

1 commento:

  1. "La ricerca dei lettori è un viaggio entusiasmante e non importa sapere quanto tempo ci vorrà", tanto inizierà "sempre con un passo".
    Bello!
    Una verità inconfutabile e chiara che illumina la strada. Che incoraggia!

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