sabato 28 novembre 2009

la formattazione ovvero come accompagnare per mano il lettore


Formattare vuol dire elaborare l'aspetto visivo di un testo per indirizzare lo sguardo di coloro che lo leggeranno.

Sebbene le esigenze di formattazione siano nate in seno alla letteratura scientifica e in generale a quella espositivo-informativa, qualsiasi testo - anche un racconto - potrebbe essere formattato usando in modo consapevole e significativo le possibilità offerte da questo trattamento.

Poiché la formattazione agisce creando differenze all'interno del testo, la mente del lettore tende ad attribuire significati a queste differenze.

Perciò la formattazione partecipa da protagonista all'effetto comunicativo del testo.

Ogni testo può essere formattato a tre livelli base: la struttura, il contenuto e il ritmo.
  1. la struttura: gli elementi strutturali minimi sono il titolo - o i titoli - i paragrafi e gli elenchi. Formattare a questo livello significa dividere e organizzare in modo preciso l'alternarsi di questi tre tipi di elementi.
  2. Il contenuto: per "contenuto" in questo caso si intende l'interno degli elementi strutturali e non il significato. All'interno dei titoli, dei paragrafi e degli elenchi è possibile creare differenze significative facendo uso di virgolette, corsivi e grassetti.
  3. Il ritmo: detto anche "respiro" del testo, è determinato dalle misure dei paragrafi, ossia dalla loro lunghezza in righe e dalle spaziature.
Esistono trattazioni esaurienti e di ottima qualità sia online che offline, per questo mi focalizzerò su alcune regole di immediata applicazione lasciando alla ricerca - e alla volontà - dei lettori ulteriori approfondimenti.

venerdì 27 novembre 2009

Le sequenze ovvero come "montare cinematograficamente" il proprio racconto


Le sequenze narrative sono, per i racconti, ciò che le membra sono per il corpo: lo rendono mobile.

Un testo narrativo che si "muova" nella testa del lettore lascia di certo impressioni più intense di un testo statico.

Ma cosa sono di preciso le sequenze narrative?

In un testo narrativo i personaggi
  • compiono azioni
  • le compiono in determinati luoghi
  • le compiono riflettendo sul loro stesso agire
  • essendo dotati di linguaggio spesso parlano tra loro
Le sequenze sono porzioni del testo caratterizzate da coerenza attraverso le quali il testo svolge alcune importanti funzioni corrispondenti a quanto accade nella trama, quali
  • raccontare lo svolgimento dei fatti
  • descrivere persone o ambienti
  • renderci partecipi dei pensieri nascosti dei personaggi
  • farci sentire la loro voce
Le sequenze sono di massima importanza nella lettura e analisi dei testi narrativi: servono al lettore comune come allo specialista per addentrarsi nella struttura profonda del testo e quindi nelle intenzioni dell'autore per conoscerlo meglio.

venerdì 20 novembre 2009

La scaletta: organizzare le idee in modo appropriato


Preparare la scaletta è una fase importante quanto delicata del processo di scrittura.

Dopo aver raccolto idee e informazioni, è necessario strutturarle dando loro un ordine e costruendo tra esse delle relazioni significative in modo da permettere al nostro testo di raggiungere gli obiettivi prefissati.

A volte è molto semplice strutturare la scaletta delle idee usando criteri generali sempre validi come:
  • il tempo: si possono ordinare le idee da esporre in base al rapporto cronologico, dicendo prima ciò che va detto prima - o è accaduto prima - e dopo ciò che va messo dopo
  • l'appartenenza: si possono creare famiglie di idee nelle quali a una idea-madre sono collegate idee-figlie in quanto derivanti dalla prima
  • la conseguenza: si possono strutturare le idee in base al meccanismo di causa ed effetto o di antecedente e conseguente spiegando quali fatti ne hanno generati altri
Benché questi tre principi siano sempre e comunque validi, è possibile organizzare la scaletta di idee in modo mirato, a seconda del tipo di testo a cui stiamo lavorando e degli obiettivi insiti nel testo stesso.

Quali tipi di scaletta è possibile produrre?


A questa domanda ho risposto in modo davvero dettagliato in Scrittura Rapida al PC: scrivere tesi in un terzo del tempo necessario, nel quale l'intero secondo capitolo è dedicato all'organizzazione strutturale del testo.


Vediamo qualche esempio.

lunedì 16 novembre 2009

Il mio pubblico: come cercarlo e come trovarlo


Individuare il pubblico al quale rivolgersi può essere molto importante per uno scrittore.

A seconda del pubblico lo scrittore si concentra su certi contenuti, usa un certo genere testuale e adotta determinate caratteristiche formali, tutti fattori che impostano e condizionano già la sua produzione prima ancora che abbia buttato giù una riga.

La conoscenza del pubblico non dev'essere ipotetica né teorica.

Non possiamo pensare di conoscere né tanto meno giudicare una persona fino a quando non iniziamo a confrontarci con essa.

Lo stesso vale per i nostri lettori, persone ognuna col suo mondo da esplorare.

Bisogna conoscere il proprio pubblico, farne parte, frequentarlo, capire di cosa si sta interessando in questo momento e chiedersi cosa potremmo produrre per incontrare il loro interesse e il loro gusto.

sabato 14 novembre 2009

Creare il titolo: le regole per non sbagliarlo!


Creare il titolo al nostro testo è un'operazione così importante da meritare tempo e attenzioni speciali.

Il titolo di un testo ha la stessa importanza di un nome per una persona: la gente li identifica, così io, Sergio, e il mio nome, sempre Sergio, siamo un'unica cosa e nello stesso modo il titolo di questo e altri post vanno a corrispondere - nella mente del lettore - al testo degli stessi articoli.

Chiunque abbia sfogliato un quotidiano sa quanto siano importanti i titoli nella scelta dell'articolo dal quale iniziare la lettura: nel caso del quotidiano, poi, il titolo ci fa "predire" il contenuto e spesso anche il tenore del testo che stiamo per leggere.

Ma il discorso vale anche per altra letteratura: oggi molti romanzi giocano su titoli "non predittivi" e chissà quanti lettori acquistano libri per la curiosità di svelarne il senso.

Ci sono ancora tantissimi testi, comunque, i cui titoli aprono al lettore la possibilità di scelta, in quanto illustrano già il contenuto che svilupperanno, basti pensare ai titoli dei testi espositivi come i manuali e i saggi, ma anche a titoli di narrativa come "I promessi sposi".

Dunque, come dovrebbe essere un buon titolo?

venerdì 13 novembre 2009

Un buon rapporto con i lettori: quattro chiavi per costruirlo


Avere un buon rapporto con i lettori dovrebbe essere in cima alla lista delle priorità di chiunque voglia dedicarsi o già si dedichi alla scrittura.

Non importa se i nostri testi restano nel cassetto nascosto o se siamo già una "firma" di qualche pubblicazione, se scriviamo ogni giorno o se siamo costretti da un'incombenza.

Ciò che conta è l'atteggiamento professionale e competente da avere e in questo atteggiamento c'è un'estrema attenzione al nostro primo ed unico referente: i lettori.

I lettori sono
  • la nostra ragion d'essere
  • i nostri interlocutori
  • il nostro obiettivo da raggiungere
I lettori sono la nostra ragion d'essere: scrivere vuol dire assumere un ruolo in una relazione tra due parti in gioco, da un lato lo scrittore e dall'altro il lettore. I due ruoli sono indispensabili e l'uno non può fare a meno dell'altro.

I lettori sono i nostri interlocutori: molti pensano alla lettura come una forma di passività ma questa idea è scorretta. In realtà i lettori cooperano alla costruzione del senso del nostro testo, mentre leggono fanno ipotesi o cercano di anticipare gli esiti della lettura e se l'autore fa riferimenti ad altri testi, quei lettori a conoscenza di quegli stessi testi si sentiranno speciali e privilegiati e svilupperanno un'intesa con l'autore.

I lettori sono il nostro obiettivo da raggiungere: in base al tipo di testo potremmo pensare di rivolgerci a un tipo di lettore diverso. Questa considerazione modificherà contenuti, forme, stili, taglio o tipologia del nostro testo, cioè modificherà il nostro percorso di produzione.

Sulla base di questi principi, cosa possiamo fare per prenderci cura del rapporto con il lettore?

domenica 8 novembre 2009

Coltivare la passione per la scrittura: quattro metodi per allenarsi!

Coltivare la passione della scrittura è di per sé un'attività che richiede una certa continuità.

Scrivere, infatti, è un'abilità e come tutte le abilità ha bisogno di essere esercitata.

Molte persone si sentono bloccate rispetto alla scrittura, dicono di non avere idee, o di non essere portate, o solo di non esserne capaci anche se vorrebbero.

Non è facile far capire loro che per superare questo blocco non c'è altra strada se non quella di iniziare a riempire fogli e pagine elettroniche per dar spazio alla propria creatività!

Io credo che la scrittura possa essere affrontata anche a valle, partendo cioè direttamente dall'obiettivo che si vuole raggiungere: è solo questione di metodo.

Se noi sappiamo già il tipo di testo che vorremo produrre, le regole implicite di quel genere testuale ci aiuteranno immediatamente a realizzarlo o quanto meno a individuare di cosa realmente potremmo parlare.

Ma è possibile anche usare altre strategie per trovare spunti e liberare la propria creatività di scrittori?

Non solo è possibile ma è consigliabile.Più esercizio farai, più ti divertirai, più la tua passione aumenterà!

lunedì 2 novembre 2009

Il finale più efficace

Scrivere il finale di un testo è un'operazione meritevole di una attenzione particolareggiata.

Poiché io vedo la pratica della scrittura come una forma di artigianato - e quindi come qualcosa che si può imparare - mi piace confrontarla a un'altra mia grande passione: la cucina.

Noi chef-scrittori siamo responsabili della presentazione del piatto-testo, dei suoi sapori e dell'apporto nutritivo-informativo e - non ultimo - del retrogusto, ovvero del senso conclusivo che lasciamo al palato-mente del nostro avventore-lettore.

Curare il finale vuol dire preoccuparsi di instillare nel lettore una scintilla che terrà vivo e proficuo il contenuto e il senso del nostro testo.

Come fare?

Addio ad Alda Merini: i miracoli della poesia


Alda Merini è stata protagonista di più di un miracolo, nella sua complessa vita.

Se n'è andata in una domenica che celebra i protagonisti dei miracoli, i santi.

Mi piace pensare che non sia un caso.


Il primo fu il precoce esordio che la portò poi - a soli ventitré anni - a raccogliere le attenzioni della critica con La presenza di Orfeo.

Il secondo miracolo fu il riaccendersi della sua voce poetica dopo un ventennio di sofferenze per la malattia e le sue conseguenze.

Il terzo miracolo è stata la sua arte: il poeta e la persona, la voce e lo spirito, le ferite e i versi fusi tra loro in una alchimia che travalica i tempi.

Dal 1984, con una produzione sempre pervasa di vera e crudele partecipazione e sensibilità, Alda Merini è stata il contrappunto poetico di un'epoca nella quale tutti avrebbero data per spacciata l'arte della poesia, una poesia che non piega la sua natura ai tempi ma che riesce a proteggere la sua purezza.

Proprio in La poesia Alda Merini ci regala una prova di cosa significhi essere tutt'uno con la propria opera:




Sono


molto


irrequieta


quando


mi legano


allo spazio

Addio alla poetessa dei miracoli.

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