lunedì 20 dicembre 2010

Come (non) si scrive una lettera a Babbo Natale (e non solo)

Gentili esseri umani,

dopo miliardi di lettere ricevute e miliardi di chilometri percorsi per esaudire le vostre richieste, quest'anno anch'io ho per voi una richiesta ed eccomi qui a scrivere la prima lettera da Babbo Natale, contro milioni di lettere a Babbo Natale.

Mentre le mie renne fanno un adeguato rifornimento, io mi accingo a caricare sulla mia fiammante slitta i doni da voi richiesti.

Non è stato sempre facile leggere le vostre lettere e, forse perché faccio questo lavoro da troppi anni, ho seriamente accarezzato l'idea di mollare tutto e lasciare il compito di porta-regali a un altro qualsivoglia Klaus di turno.

Alla fine ce l'ho fatta tenendo duro, ma anche a me piacerebbe tanto ricevere da voi, l'anno prossimo, un grande regalo: una lettera ben scritta.


Perché, a giudicare dal numero di quelle che ho dovuto scartare come inesaudibili, consentitemi di dirvelo: siete proprio messi male.

Lasciamo perdere la questione dell'intestazione, perché c'è da perderci la testa: chi mi appella egr. ill., chi mi appioppa titoli onorifici di dubbia provenienza come dott. ing. prof. a me che non mi sento a mio agio neanche con un semplice sig.

Penso che un gentile o, se volete, un caro Babbo Natale possano andar bene, senza che ciò vi costi troppa fatica.

Ho notato l'imbarazzo di alcuni mittenti nel presentarsi, eppure è semplice, basta dire mi chiamo Tizio, ho x anni, vivo a... ecc. e aggiungere il motivo della vostra lettera.

Ma ci sono problemi ben più grossi.

Innanzitutto, siate precisi: non potete dirmi caro Babbo Natale, ricordati della richiesta che ti ho fatto, riferendovi  a chissà quale passaggio di chissà quale altra lettera degli anni scorsi, non posso avere sempre tutto sotto controllo.

Vi prego poi di non dimenticare le buone maniere e di non alzare i toni, perciò niente VUOI DIRMI COME MAI NON MI HAI ANCORA PORTATO QUELLO CHE TI HO CHIESTO??? perché non sopporto né l'arroganza né le maiuscole che mi danno un effetto assordante.

Trovo inoltre quantomeno inopportuni certi atteggiamenti troppo confidenziali, se non compromettenti: cosa vuol dire se trovi la grata del camino chiusa fammi un colpo di telefono che ti apro dal retro? Non siamo così intimi, su...

Ho trovato poi nella mia casella degli strani messaggi, per me incomprensibili:

Re: Re: Re: Re: Re: la tua fortuna
Se vuoi che Babbo Natale non si dimentichi di te quest'anno, spedisci questo messaggio ad altre dieci persone, mi raccomando...

Insomma, non vedo proprio come potrei dimenticarmi di me stesso, quindi non me ne si voglia se ho buttato nel cestino con molto piacere questa spazzatura.

Infine, mettiamoci d'accordo sui saluti:

distinti mi comunicano un eccesso di freddo (a me, che vivo nel ghiaccio, poi...), ma anche chi chiude con un ciaociaociaociaociaociaociaoooooo mi sembra molto al di là della decenza.

Va benissimo un a presto, un caro saluto, con simpatia, perché mi fa capire la vostra cordialità senza che dobbiate dichiararmela (io cordiali saluti non l'ho mai capita: perché mai uno dovrebbe mandare scortesi saluti quando è già scortese non salutare?).

Cari,

ancora una volta vi prego: aiutatemi a rendere la lettura delle vostre lettere un momento di gioia, un piccolo contraccambio della gioia che io stesso, dall'alto della mia slitta volante, farò calare sulle vostre teste nel cuore di queste notti.

Sono sicuro che in fondo al vostro cuore si cela un piccolo scrivilettere capace e misurato e che saprete farlo venir fuori al momento giusto.

Vi abbraccio con tutto l'affetto che posso

vostro Babbo Natale

P.S. chi di voi è avvocato? Vorrei intentare una causa contro quella multinazionale che da un secolo mi costringe a indossare il rosso mentre io trovo che il verde mi slanciasse di più...

1 commento:

  1. Ciao Sergio, lascio qui i miei auguri di buon Natale. Quando passo trovo sempre articoli molto molto utili.
    Con simpatia
    Simnone

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