martedì 27 luglio 2010

Scrivere quando gli argomenti scottano!

A volte si sente il bisogno di scrivere su questioni controverse e su argomenti difficili.

Certo, se non discutessimo mai di temi scottanti non potremmo mai sviluppare nuove idee, altri punti di vista e ulteriori prospettive.

Se qualcuno chiedesse come si fa a scrivere quando gli argomenti scottano potrebbe essere divertente rispondere non farlo e basta.

Ma dubito si tratti di una scelta saggia, anzi, gli argomenti caldi sono una ghiotta occasione per chi scrive, perché piacciono tanto a chi legge.

E allora qualche suggerimento ti potrà agevolare.

venerdì 23 luglio 2010

La forza della tua scrittura: l'intenzione

L'intenzione è ciò che mi spinge a scrivere.

Credo potresti intenderla come una sorta di ispirazione che ti scorre dentro.

Quando c'è, ti sembra che una luce - come quella dei puntatori laser - illumini riga per riga ciò che stai stendendo sulla carta o sullo schermo.

Alcuni confondono l'intenzione con l'obiettivo e si dicono adesso scriverò tot parole, non mi alzerò da qui per tot tempo e completerò il mio testo entro quella data o quell'ora.

Nulla di tutto ciò.

L'intenzione è lo scopo della scrittura.

Ma non lo scopo che il testo finito realizzerà, bensì lo scopo che tu realizzerai mentre lo scrivi.

Il senso di verità che ti anima.

Il rapporto che vuoi stabilire.

La differenza che vuoi fare.

La ricerca dell'intenzione è la prima cosa da fare quando la confusione o una certa vaghezza permeano il tuo lavoro.

lunedì 19 luglio 2010

Scrittura attraente: questo sì, questo no!

Scrittura e seduzione hanno molto in comune: le parole a volte hanno poteri inaspettati.

La seduzione del lettore inizia senz'altro da un titolo stimolante e prosegue con un incipit invitante.

Ma con alcuni accorgimenti puoi trovare a ottenere l'attenzione del lettore per tutta la durata del tuo testo, ipotecando il suo ritorno.

Alcune cose vanno assolutamente fatte: sono introdotte da questo sì!

Altre cose, invece, vanno del tutto evitate: le riconosci dal questo no!

venerdì 16 luglio 2010

Tecniche di scrittura: acronimo e acrostico

Nell'ultimo post ho usato la parola cuore per suggerire cinque modi di concepire la scrittura e renderla più efficace.


Cinque, come le lettere della parola cuore.


Questo giochino letterario si chiama acronimo: le iniziali di cinque parole significative formano a loro volta una parola che fa da tema alle altre.


L'acronimo non va confuso con la sigla, sebbene lo sia: una sigla si compone di iniziali di parole ma non costituisce in sé stessa una parola del vocabolario comune di una lingua perché non ne rispetta le regole fonetiche (per esempio la diffusissima sigla PDF qui sul web, o l'altrettanto diffuso DVD).


Può darsi che col tempo l'uso la promuova da sigla a parola, che so, mi viene in mente fare una TAC (tomografia assiale computerizzata), oppure, nel mio ambiente di lavoro, preparare il POF o il PEI (rispettivamente piano offerta formativa e piano educativo individualizzato).


La promozione da sigla a parola in genere avviene o perché si tratta di una sigla di uso frequente in un certo ambiente (come il POF e il PEI) e allora si fa prima a usarla come fosse un nome, o perché il suono della sigla somiglia o riproduce una parola già esistente (come nel caso di TAC, che è anche il suono di un colpo).


In casi fortunati, l'acronimo è identico a una parola che a sua volta suscita un pensiero creativo: mi ricordo di un finto epitaffio scritto da Roberto Gervaso per Cesare Romiti ai tempi della FIAT (fabbrica italiana automobili Torino), che recitava appunto fiat voluntas mea...


Ma l'acronimo è soprattutto una potente tecnica creativa, in particolare per gli scrittori: trovato il tema su cui scrivere, è abbastanza semplice preparare subito una scaletta di punti o un elenco di parole a partire dalle iniziali del termine di partenza.


lunedì 12 luglio 2010

Cuore: una parola, cinque consigli per scrivere

Si può scrivere con il cuore?

Fino a che punto è possibile produrre un testo davvero collegato alla nostra voce, alla nostra personalità e alla nostra verità interna?

Ci sono generi letterari come il diario e l'epistola adatti a esprimere in modo spontaneo quanto di più vivo c'è in noi.

Ma così è troppo facile.

Mi interessa pensare ai modi per scrivere con il cuore anche quando il testo scelto è un articolo informativo, un saggio, un testo scientifico.

Questo tipo di testi ha limiti e confini più rigidi, e si riferisce a oggetti ed eventi spesso esterni a chi scrive.

Tuttavia i testi non narrativi e non espressivi possono toccare il lettore se, oltre alle informazioni, trasmettono un potente senso di connessione e se l'esperienza di scrittura è piacevole e coinvolgente.

giovedì 8 luglio 2010

Liste ed elenchi: fedeli alleati dello scrittore

Scrivere liste ed elenchi è il modo più semplice di comunicare informazioni.

Il lettore individua subito i concetti chiave o i passi da compiere, con la libertà di "saltare" tutto il resto.

Torno su quest'argomento già affrontato in vizi e virtù dell'elenco puntato per osservarlo stavolta dal punto di vista di chi scrive.

Gli elenchi e le liste, infatti, costituiscono una vera salvezza per chi ha la necessità di produrre testi a scadenze regolari.

Non sto parlando di testi in formato elenco, ma di usare le liste "dietro le quinte", per organizzare, strutturare, elaborare idee, contenuti, paragrafi.

Persino una frase si può costruire pensandola a mo' di elenco, quando ci sforziamo di scrivere soggetto, predicato e complemento, in quest'ordine.

Cosa possono fare per noi questi fedeli alleati?

lunedì 5 luglio 2010

Scrittura sul web: il post che vorrei leggere

Nella mia statistica personale la scrittura sul web preferita è quella che rispetta e valorizza il mio tempo.

L'uso del tempo può diventare un acceleratore potentissimo per avvicinare il lettore e può tramutarsi in una invalicabile barriera.

Sarà perché la scrittura sul web è tanta e leggere tutto è un'impresa impossibile - ne parlavo in Scrivere meno, scrivere meglio, pochi giorni fa - oppure perché leggere sullo schermo è faticoso e non puoi stamparti sempre tutto, ma ormai riconosco "a occhio" un post, un articolo o una pagina in sintonia con le mie esigenze.

Non so com'è per te, ma voglio provare a descrivere il post ideale, quello che nelle mie "passeggiate" online cerco di scovare.

giovedì 1 luglio 2010

Scrivere meno, scrivere meglio

Suona bene, e funziona anche meglio.

Scrivere a volte significa far scorrere un fiume di parole che occupa spazio, lo spazio del foglio, della pagina elettronica, della testa dei lettori.

Viviamo una stagione di iperproduttività, basta vedere come sono combinate edicole, librerie e rete.

Quello che mi impressiona è la quantità di "relitti" figli dello scrivere smodato che continuano a occupare spazio anche dopo essere stati abbandonati.

Scrivere meno è l'unico modo per controllare questo blob di parole che si rigonfia.

Dallo scrivere meno allo scrivere meglio il passo è breve: scegliere pochi concetti, poche frasi e poche giuste parole non è solo un risparmio di spazio, ma anche un passo verso l'essenzialità.

Ecco come puoi compiere questo passo anche tu.

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