sabato 29 gennaio 2011

Scrivere senza sforzo: tre azioni efficaci

Che fatica!
Ti capita mai di pronunciare anche solo con la mente queste parole, mentre sei alle prese con i tuoi testi?

Naturalmente, non sto parlando delle difficoltà nella scelta delle parole, nel mettere insieme le frasi nella migliore maniera possibile, di perfezionare lo stile e assicurarsi di evitare strafalcioni, no.

Con molta probabilità non sei alle prime armi, leggi questi post proprio perché con la scrittura hai già dimestichezza.

E tuttavia i consigli a venire potranno esserti molto utili anche se fossi neofita.

Qual è il vero nemico numero uno per chi scrive?

Iniziare.

Decidere di mettersi seduti a scrivere e vergare quel foglio o battere quel tasto.

Un atto da un millesimo di secondo, che però taglia il tempo in due: da una parte la fase del dubbio, dell'esitazione, del buio, dall'altra la fase dello scorrimento, dell'espressione libera, del fiume in piena.

Il nostro - anche il mio - più grande problema è stato, è  e continuerà ad essere iniziare a scrivere.

Perché se non manteniamo questo impegno abitualmente non possiamo certo dichiararci scrittori.

Se sei una persona che rimane spesso intrappolata nella prima fase del tempo, quella al di qua del mettere nero su bianco, i consigli de Il tuo writingcoach in un mese ti saranno senz'altro utili.

Ma cosa puoi fare proprio adesso per iniziare a superare questo scoglio?


Il tuo tempo
Questa ti suonerà familiare: hai avuto una bella idea, hai preso la tua penna o acceso il pc e hai anche dato il via, con le prime frasi, al tuo futuro testo.

Per il momento, ti sembra anche che venga fuori bene.

Ma poi tuo figlio ti chiama, papààààààààààààààà...

No, anzi, è la tua partner che è tornata dal lavoro e ha bisogno di "parlare" con te (o "a te", differenza che a volte non viene colta, ma lasciamo perdere).

Oppure, dopo un mirabolante punto e a capo, fatto con l'entusiasmo di chi scavalca una staccionata, ecco che  la notifica di una nuova email lampeggia sul tuo schermo e spezza l'incantesimo della tua concentrazione.

Una tragedia (anzi, tre) che solo chi scrive abitualmente e con scadenze può comprendere.

Eppure la regola è semplice: nessuno può scrivere facilmente se viene distratto o interrotto.

La distrazione frantuma la tua creatività.

Hai bisogno di scegliere il tuo tempo per scrivere, un tempo senza chi ti chiami, chi voglia essere ascoltato o chi abbia la mania di lampeggiare e trillare sui tuoi marchingegni tecnologici.

Non dirmi che questo tempo non esiste: le persone a volte dormono (e quando dormono difficilmente ti chiamano o vogliono parlarti) e le email si leggono benissimo e più rapidamente in altri momenti.

Impegnati a trovare questo tempo, alzandoti più presto, stando in piedi un po' di più, stabilendo i tuoi tempi di scrittura quando sai che i ragazzi vanno a mangiare un gelato e il partner va per vetrine.

Il tuo spazio
Immagina un arciere, con la corda tesa tra le dita e la freccia infallibile già incoccata, pronto a bucare il bersaglio, dando l'ultimo strattone.

Ma tirando ancora il suo gomito urta un muro.

L'arciere fa un passo avanti ma gli riesce a metà perché un tavolo glielo impedisce.

Sta facendo buio  il bersaglio si perde nell'imminente oscurità.

Dura, la vita dell'arciere, così.

Quando hai l'idea che preme per uscire dalla tua mente, il tuo arco è teso.

La tua immaginazione ti mostra l'obiettivo: il tuo testo nella sua splendida versione finale, e tu non vedi l'ora di lanciare la tua scrittura per arrivare al bersaglio.

Ma hai bisogno di spazio: qual è la tua stanza per scrivere?

la sedia può sostenere le tue braccia?

La luce ti permette di vedere bene i tasti?

L'altezza del piano è giusta o stai compromettendo le spalle?

Senza scherzi: scrivere a disagio fisico è una delle cose che fa più male al corpo in assoluto.

Per carità: io sono il primo a scrivere in piedi, appoggiando i fogli al palo della luce, sul ginocchio, mentre l'autobus mi sballotta, ma quelli sono in genere appunti veloci, massimo due o tre frasi, dettate dall'urgenza.

A casa invece, come adesso, ho una bella sedia da regista comodissima perché i gomiti restano appoggiati e non devo tenerli su per raggiungere la tastiera (non parliamo poi di quando uso il software per dettatura vocale, allora mi spaparanzo...).

Ritagliare il tempo per scrivere non basta, se non riesci a ritagliare anche uno spazio adeguato alle tue esigenze.

Il tuo mondo
Prima di ballare il tango con la mia partner, facciamo sempre un giro di ripasso di tutte le figure che conosciamo.

Da un punto di vista estetico non serve a niente, perché il tango si improvvisa e non si esegue a memoria.

Ma come riscaldamento è ottimo, questo è lo scopo.

Quando lavoravo nel teatro, la prima cosa che insegnavo era la routine di allenamento: esercizi psicofisici per attivare il corpo e la mente.

I musicisti si riscaldano prima di iniziare, gli atleti, poi, non ne parliamo neanche...

Perché non dovresti farlo anche tu?

Certo, scrivere un grande pezzo di punto in bianco non è impossibile, ma quante volte succede?

Puoi costruire una vera e propria routine di azioni, non necessariamente collegate alla scrittura, prima di metterti al lavoro.

L'importante è che tu le ripeta sempre uguali, ed esse diventeranno i segnali inconsci con i quali la tua mente si preparerà al momento fatidico.

Il mio pomeriggio di lavoro al pc per esempio inizia sempre allo stesso modo: arrivo a casa, sistemo la spesa, riassetto lo spazio dove vivono i miei gatti, metto la moka sul fuoco, vado al piano superiore, accendo il pc e intanto mi metto comodo cambiando abbigliamento, scendo e il caffè e pronto, mentre il pc ormai avviato mi aspetta già caldo.

Mentre il mio corpo esegue tutto ciò, le parole che di lì a poco salverò in diversi files cominciano ad apparire nello spazio della mia mente, sempre più chiare, precise, urgenti...

Può essere qualsiasi cosa, se sai vivertela con lo spirito giusto.

Spazio, tempo, mondo: tutto ciò che ti serve...

1 commento:

  1. Mentre leggevo questo post mi è venuto in mente Aristotele e le sue unità di tempo,luogo ed azione...ma le cose non sono collegate...
    Ritornando all'articolo quando scrivo di solito spengo pure il cellulare perché solo lo squillo o la vibrazione anche senza rispondere mi distrae...Poi sto seduto comodo e bevo a volte ma non sempre un bicchiere d'acqua...

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