lunedì 4 luglio 2011

Blocco dello scrittore: vuoi superarlo anche tu?

Non ho abbastanza idee.


Non riesco a concentrarmi su nessuna idea in particolare.


Ho iniziato tre romanzi, due racconti, quattro articoli e sei ebook ma sono alle prime pagine.

Ti riconosci in una di queste situazioni?

Bene: si chiama blocco dello scrittore.

Tanto se n'è parlato e se ne parlerà, anzi, qui trovi altre importanti informazioni su questa piaga.


Persone che si bloccano
Si tratta di persone.

Di te, di me, cosa siamo, altrimenti?

Facile dire che solo gli scrittori si bloccano mentre chi fa altri mestieri vorrebbe volentieri un blocco per potersi sganciare dal suo lavoro per un po'.

Non è così, la scrittura è diversa, devi tirare fuori le idee, dare loro un ordine e costruirci un discorso.

Con la speranza che quel discorso significhi qualcosa, forse insegna, forse intrattiene, forse persuade ma comunque tocca altre persone che lo leggeranno.

Ci vuole molta concentrazione, energia, impegno.

Solo che a volte ti sembra davvero di non avere nulla da dire.

Non siamo soli
La famiglia, i figli, il lavoro, le finanze, siamo circondati da focolai di potenziali blocchi della scrittura.

Basta un diverbio col partner, l' influenza della bambina, un collega sgradevole, una spesa imprevista a far decadere l'umore al punto da impedire qualsiasi afflato di creatività.

Puoi metterci ancora più impegno e a volte riesci ad appianare la tensione col partner, l'aspirina fa effetto su tua figlia, il collega va in ferie, il fisco ti restituisce un eccesso di zelo nelle tue tasse.

Succede però troppo di rado.

O meglio, non hai alcun vero controllo su questi elementi.

Perciò in questo caso è cosa saggia allontanarsi dalla scrittura per risolvere i problemi circostanti e poi tornare più carichi di prima.

Notizie dall'interno
Il mio mostro si chiama perfezionismo e più di una volta mi ha rallentato nella scrittura.

C'è chi ha paura di scrivere perché poi il lettore scoprirà qualcosa della sua personalità.

C'è chi oscilla tra entusiasmo alle stelle e momenti in cui si sente l'incapacità fatta persona.

Tutte queste preoccupazioni interne ostacolano gli scrittori.

Per vincerle, bisogna giocare di fino, né affrontarle di petto né rassegnarsi ma:
  • usare un diario privato
  • scrivere male di proposito
  • scrivere ogni giorno senza pubblicare nulla
  • separare in modo netto la fase della stesura e quella della revisione
E se il problema fosse ciò che scrivi?
Non ci crederai ma molti scrittori hanno raccontanto di aver odiato il proprio personaggio principale durante la stesura del loro romanzo di successo.

Sui blog è ancora più facile: prova a scrivere per anni ogni settimana sullo stesso argomento senza mai tentennare.

Nella scrittura funzionale, con tutte le sue regole e i suoi scopi da raggiungere, a volte puoi avere la sensazione di fare qualcosa come sotto i lavori forzati e non provare più piacere.

Poiché ti sembra che il problema stia in quello che stai scrivendo, insisti, per scriverlo meglio.

Il risultato però è pessimo.

Perché?

Un passo indietro
Non c'è trucco che tenga, se la tua scrittura non ti sembra indirizzata sulla strada buona.

Devi conservare la massima onestà e chiederti:
  • la mia storia ha bisogno di altri personaggi?
  • devo cambiare la trama?
  • e se ne facessi una sceneggiatura?
  • mi interessa ancora quest'argomento per il mio blog?
  • sto ancora imparando qualcosa di costruttivo?
  • credo ancora nella validità di quello che dico e faccio?
Qualsiasi soluzione adotterai, ricordati sempre che siamo noi stessi anche quando non scriviamo.

Se la scrittura singhiozza, forse qualcosa di più importante preme in te per richiamare la tua attenzione.

Nel frattempo, leggi: non sarà una cura certa ma un ottimo coadiuvante, senz'altro.

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