Ti fanno una sola domanda. Poco prima di diplomarti alla scuola di giornalismo, ti chiedono di immaginarti nei panni di un reporter. Lavori in un importante quotidiano di una grande città e una sera, la vigilia di Natale, il caporedattore ti spedisce a indagare su un caso di morte.
La polizia e l'ambulanza sono già sul posto. Il corridoio dello squallido condominio è già stipato di vicini in accappatoio e ciabatte. Nell'appartamento c'è una giovane coppia che singhiozza accanto all'albero di Natale. Il figlio è morto soffocato da uno degli addobbi dell'albero. Raccogli i dati che ti servono, nome del bambino, età e via dicendo, dopodiché torni in redazione che è quasi mezzanotte e riesci a finire l'articolo giusto in tempo per mandarlo in stampa.
Lo fai leggere al caporedattore e lui te lo stronca perché non hai scritto di che colore era l'addobbo. Rosso o verde? Vederlo era impossibile, e a te non è venuto in mente di chiederlo.
Dalla tipografia strillano che bisogna chiudere la prima pagina, e tu hai solo due scelte.
Chiamare i genitori e farti dire il colore.
O rifiutarti di chiamarli e perdere il lavoro.
[...]
Quella domanda di deontologia devono per forza fartela a fine corso, perché a quel punto non puoi più tornare indietro. Hai le rate del prestito studentesco da rimborsare. A distanza di anni e anni, il sottoscritto è giunto alla conclusione che il vero senso della domanda è: Sei sicuro di volerti guadagnare da vivere così?
Certo, è un pezzo di fiction tratto da Ninna Nanna, e in più l'ha scritto Chuck Palahniuk che non ci va certo piano.
Però la domanda ci riguarda tutti, appassionati di scrittura, aspiranti scrittori e giornalisti, blogger e produttori di parole e (si spera) di significati:
Sei sicuro di volerti guadagnare da vivere così?
Buone vacanze...

Tempo fa ho letto un bellissimo articolo che parlava di una lezione tenuta da Sergio Zavoli
RispondiEliminaad un gruppo di aspiranti giornalisti in cui
Zavoli paragonava il ruolo del giornalista a quello del sacerdote . Tatto quindi e mediazione,
ma anche e soprattutto volontà di conoscere la verità . E poi non dimentichiamo che la libertà di stampa è indice della democrazia di un paese!
Per quanto riguarda la figura del blogger, sempre
più assimilabile a quella del giornalista vero e proprio, negli ultimi tempi abbiamo assistito a comunicazioni eroiche di blogger che, pur di raccontare situazioni ingiuste, mettevano a repentaglio la loro stessa vita.
Diverso è il discorso per lo scrittore che opera nel regno della menzogna sublime, più o meno fantasiosa.
Quindi ognuno scelga secondo la propria indole e
i propri talenti
Benedetta
Grazie per il commento, Benedetta.
RispondiEliminaLibertà, dunque, anche come indice di democrazia, nella scelta della propria strada di scrittura.
A patto che libertà di scrivere non significhi libertà di scrivere come ci pare.