martedì 14 febbraio 2012

Cinque trucchi per un post di successo

Ogni blog con un minimo di seguito, se andiamo a spulciare le statistiche, basa il suo risultato solo su alcuni dei suoi post.

In pratica, la crescita nel tempo di un blog è legata soprattutto all'aver "azzeccato" alcuni dei suoi contenuti, al punto da garantirgli la fiducia di chi lo segue poi in modo stabile, la posizione nei motori per una felice combinazione tra il contenuto e altri fattori più tecnici, e la curiosità di nuovi lettori che probabilmente diverranno nuovi followers fissi.

Sarebbe molto interessante, allora, capire quali sono le caratteristiche di post simili, per poterle replicare in nuovi contenuti per il tuo blog.

Ci sono post ottimi ma che trovano poco pubblico, post tremendi che guadagnano subito molto traffico per un titolo fortunato e poi cadono nel dimenticatoio, post indecisi, che si limitano a replicare le solite canzoni già sentite e stralette.

Non si salva nessuno, io per primo.

Tuttavia, ognuno di noi bloggers ha fatto almeno una volta il "colpaccio", per una delle ragioni che ora vado a illustrarti.

Applicati bene, questi cinque trucchi ti permetteranno di scrivere post capaci di attrarre nuovi aficionados, guadagnare posizioni e soprattutto orientare la tua strategia di comunicazione.


Il post che porta a un risultato
Ci sono blog fatti interamente di post autoreferenziali, oppure che rimandano tutti alla stessa, unica pagina di destinazione, che poi è quasi sempre quella per iscriversi o acquistare qualcosa.

È uno degli usi cui il blog è stato piegato: chi fa un film, pubblica un libro o mette su un'iniziativa ci affianca un blog che diventa così un grosso spot online.

Ci sono invece post che introducono un argomento per poi invitarti ad approfondire, magari scaricando un report, oppure con un semplice link a un'altra fonte.

Ci sono post che raccontano un'esperienza o descrivono ai lettori com'è quel nuovo ristorante o come funziona quel nuovo marchingegno: sono l'equivalente delle pagine culturali e di costume dei giornali, e danno sicuramente informazioni utili, cioè utilizzabili, a chi li legge.

Ci sono infine post che letteralmente ti lasciano le istruzioni su come fare qualcosa, toccando il massimo dell'utilità: se poi sono anche scritti in modo decente...

Il post che parla degli altri
Il medium della scrittura è a sua volta il correlato della lettura, e la lettura è un'attività assolutamente trasversale.

Chi legge abitualmente romanzi lo sa: si passa dall'uno all'altro, avendo la sensazione di compiere una ricerca, non si sa bene di che cosa, come mossi da un bisogno.

Perché non dovrebbe essere lo stesso qui dentro?

Leggi il mio post affinché tu ne possa leggere altri, in un percorso in cui a vincere è la lettura in sé stessa, e quindi la scrittura.

Senza contare che se il tuo post parla di altri nel senso che si riferisce a personaggi importanti, che hanno lasciato il segno nella nostra storia, con un piccolo link puoi dar vita a uno splendido viaggio da parte di un tuo lettore, incuriosito dal modo in cui gli hai raccontato di questo o di quello, e deciso a conoscerlo fino in fondo, fino a leggere tutto ciò che trova su Internet e poi, non saturo, allargarsi a caccia di testi in librerie e biblioteche, e quel lettore, alla spasmodica ricerca della vita e dell'esistenza di qualcuno, si ricorderà sempre di quell'insignificante post dal quale tutto cominciò e silenziosamente te ne sarà grato.

Il post che si appoggia ad altri post
...i quali si appoggiano al primo.

Intanto, ci sono post che fanno parte di una serie: in due o tre articoli, il blogger di turno ti sciorina un argomento per esteso, senza tuttavia gravare concentrando tutto in un unico testo.

Altri post sono dei tornando sull'argomento, oppure si basano sul famoso ve l'avevamo detto, o ancora sono semplicemente centrati sulla stessa tematica e quindi al bloggatore viene facile linkarli tra loro.

Post simili sono quelli che permettono la formazione di una rete interna al blog stesso, percorribile tramite le sue etichette o tags, un modo di navigare i blog assolutamente pratico ed efficace, per chi sa di che cosa vuole leggere.

Il post che dura più di tutti gli altri
Tra i post più letti dei miei blog, pur con le comprensibili oscillazioni del periodo, compaiono periodicamente per lunghi lassi di tempo testi scritti mesi e mesi - quando non addirittura anni - prima.

Resto sempre intontito per qualche secondo, quando me ne accorgo, magari perché ho appena finito di battere un paio di post nuovi e mi ritrovo al primo posto una cosa del 2009.

Poi mi rendo conto che quella cosa del 2009 continua a cadenze regolari a scalare la classifica.

Allora c'è qualcosa in quel post che gli permette questa "eterna giovinezza".

Poi, guardando meglio, vedo che la stessa sorte tocca anche ad altri post - pochi, è vero - però ci sono, in tutti e tre i miei blog.

E quando osservo ancora più a fondo, comprendo: sono i post più vicini alla mia essenza, nei quali si cela il messaggio per il mio lettore ideale, i post che invece sono evitati come la peste dai lettori che mai mi augurerei di avere, i post che quasi stabiliscono un patto di fedeltà a delle idee o almeno a un atteggiamento verso la ricerca, la riflessione, la comunicazione.

Quando troviamo un post del genere ci affezioniamo non tanto al blog o al libro o al giornale, quanto a quello scrittore, perché in ogni suo testo, anche quelli meno riusciti, è capace di inserire il guizzo che ci fa riconoscere l'emozione e il senso di riconoscimento reciproco provato la prima volta.

Il post che parla ai nuovi arrivati
Si può fare un blog tutto di post sull'abc dell'argomento che hai scelto.

Anzi, a dire la verità, subito dopo quei post "eterni" di cui parlavo qui sopra, nelle statistiche vengono proprio i post basilari.

E io stesso, come lettore di blog, subisco il fascino di questi testi "primordiali", che riassumono il punto di partenza, l'aleph del tema in questione, il big bang da cui tutto si generò: mi piace leggere nei blog di cucina i post sulle basi come la pasta per la pizza o il pan di Spagna; adoro leggere e rileggere la teoria strutturale di Freud, anche se la so a memoria; quando un blog di scrittura mi annuncia le tre cose essenziali per scrivere un testo io non resisto e devo leggerle.

La domanda, allora, potrebbe essere sì, ma poi questi benedetti post sulle fondamenta dicono davvero ciò che conta?

Che domandona.

Io penso che tentare di rispondere a questa domanda potrebbe essere troppo semplicistico, perché forse alla base c'è una questione ancora più complessa.

Chi scrive questi post forse sogna davvero di poter tirar fuori la "pietra filosofale" che permetterà a chiunque di ottenere il suo "oro" dal nulla.

Ed è chiaro che, come nell'antica alchimia, non si tratta di produrre sul serio dei risultati materiali, bensì di appartenere a una disciplina quasi religiosa, con punte di esoterismo, che porta l'alchimista/blogger a trasfondere innanzitutto il suo convincimento, la sua motivazione, la sua voglia di farsi ascoltare per sentirsi più umano.

Per questo, i bloggers tornano sempre sul luogo del delitto del loro primo approccio alla scrittura online.

Il post che funziona per te
Quanto mi farebbe piacere sapere che cosa ne pensi tu e quali strategie hanno funzionato per te.

Hai già provato qualcuna di queste cinque modalità?

Scrivi un commento per raccontarlo a me e agli altri, non ci sono limitazioni, ogni idea è ben accetta, soprattutto quelle più rischiose.

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