mercoledì 7 marzo 2012

Non sai che cosa scrivere? Fai le pulizie!

Chiunque si dica interessato alla scrittura avrà vissuto uno di quei momenti terribili nei quali sembra che l'ispirazione sia partita per un lungo viaggio, la creatività si sia messa in aspettativa e le idee abbiano preso la tangenziale della nostra mente per non passare per il nostro centro.

Sono momenti nei quali lo scrittore può mettere in dubbio la sua sessione di lavoro, ma che dico?, la sua vocazione, anzi, sé stesso.

Chi non ci si è mai trovato è davvero fortunato.



Chi non sa che cosa scrivere?
Non voglio girarci attorno: sto parlando innanzitutto di me.

E non di me in genere, per la serie sì, capita anche a me di avere momenti di scarso rendimento bla bla bla...

No, sto parlando di... adesso!

O meglio, di circa un'ora fa, quando mi sono seduto per aggiornare il blog.

Credo di aver passato quasi mezz'ora tra lo spulciare le idee nei miei quaderni, il leggere le prime pagine dei giornali, lo scorrere delle chiavi di ricerca con le quali ultimamente le persone capitano sulle mie pagine.

Cose che faccio normalmente, come "chiave d'accensione" dell'inventiva, prima di scrivere.

Si vede che la batteria era proprio scarica, perché non ne ho cavato nulla.

Per non dover ammettere la mancanza di senso del mio rimanere alla scrivania, mi sono deciso a fare le pulizie.

E così, tra una spolverata, una sistemata a libri e cd, tra un aspira di qua e uno strizza lo straccio di là, ho pensato liberamente.

Di che cosa sto parlando?
Di almeno tre cose:

  • l'ispirazione va cercata non cercandola
  • la creatività è un incidente di percorso
  • un buon testo è quello che pensavi di non poter scrivere
Quando non riesci a trovare l'idea giusta, inutile insistere, molto meglio fare tutt'altro in attesa di un lampo.

Non c'è neanche una buona idea, nella storia dell'umanità, che sia arrivata con la volontà del suo ideatore, anzi: spesso gli inventori volevano fare qualcos'altro e invece si sono ritrovati tra le mani oro puro.

Scrivere è una sfida, e se per qualche tempo ti sembra sempre di vincerla facile è il caso di preoccuparsi, perché non è normale vincere le sfide senza lotta.

A quel punto, ho risistemato i tappeti, messo da parte il secchio, tirato giù le sedie dal tavolo, e sono tornato a scrivere.

L'importanza del presente
In questo stesso momento, battere i testi ha una leggerezza incredibile, se penso che solo mezz'ora fa mi sembrava che pigiare la elle o la e richiedesse la forza dell'incredibile Hulk.

Che cosa è cambiato?

Non ho avuto paura di non scrivere: non ho visto nel momento di impasse il segno della fine, la catastrofe immanente, la rottura del mio ménage con la scrittura.

Mi sono fidato di me: di fronte alla crisi, ho permesso all'incidente creativo di verificarsi, certo che ne avrei tratto un messaggio su cui scrivere.

Ho scritto (e sto ancora scrivendo) ciò che non avrei mai potuto pianificare: parlare di che cosa succede alla mente creativa nel momento stesso in cui s'interroga, cerca, elabora, questo è il vero senso del post che stai leggendo e che io sto ancora finendo di scrivere.

Tutto grazie a delle ordinarie pulizie.

Quando ti sembra di non avere idee, "spolvera" la mente, lavorando a cancellare quelle che proprio non riesci a sviluppare.

Quando non riesci a iniziare un testo, assicurati che l'idea a cui stai lavorando sia pulita, nitida, chiara in tutti i suoi elementi.

Quando il tuo testo ti pare confuso e difficile da seguire, metti in ordine, separa i paragrafi troppo lunghi in pezzi più piccoli, inserisci sottotitoli che aiutino il lettore nel cammino, e butta via ciò che dopo aver riordinato sembra ancora non trovare posto.

C'è sempre un angolino che sfugge, ed è ora di dargli una pulita.

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