venerdì 27 aprile 2012

Scrivere un tema? Fai come gli americani!

Questione di paragrafi
Scrivere un tema completo, conciso e ben focalizzato non è facile per nessuno e non sempre per questioni di capacità.

La nostra tradizione culturale italiana, infatti, ci fa concepire i testi come opere d'intelletto frutto d'ispirazione e non come un prodotto di un saggio artigianato.

Per questo, il modo stesso in cui le tracce dei temi vengono somministrate nel nostro paese è tutto centrato sul contenuto della traccia.

Ora si cita il pensiero di un grande personaggio, ora si descrive una questione di rilevanza sociale, ora si parte da una notizia riportata dai media.

Dopodiché, il testo della traccia invita lo studente a esprimere le sue riflessioni e opinioni.

Giustissimo.

Ma perché nessuno si accorge che gli studenti si chiedono anche come devono scrivere questo tema, e non solo su che cosa?

Anche se dalla fine degli anni novanta la scuola italiana ha riformato la prova d'italiano alla maturità con le famose tipologie, il lavoro sulla forma del testo è ancora disatteso: le tracce sono cambiate - quando lo sono, perché potrei testimoniare che in molte classi si continuano a dare tracce dei tempi di mio nonno! - ma poi se lo studente abbia scritto un articolo di giornale con le sue regole o un testo argomentativo con le proprie caratteristiche, o una qualsiasi altra forma testuale ben definita, è una questione del tutto sorvolata dalla maggior parte dei docenti.

Come insegnante, ho sempre trovato utilissimo far lavorare gli studenti sulle tipologie testuali perché è un lavoro che consente al docente di dispiegare a pieno la sua professionalità.

Ma non sono qui per parlare dei professori, bensì dei ragazzi.

Perché il lavoro sulle tipologie gioverebbe innanzitutto a essi.

Sapere che un articolo si compone di tre parti, che un saggio è fatto di introduzione-tesi-antitesi-argomenti tesi-argomenti antitesi-confutazione argomenti antitesi-conclusione, che l'analisi del testo si fa introducendo il contesto dell'autore per poi spiegare il pezzo prima di chiudere chiedendosi che cosa abbia ancora da dirci oggi, sapere insomma di quante parti deve comporsi il testo e che cosa ci dev'essere in ognuna delle sue parti è proprio ciò che i ragazzi vogliono sapere.

I ragazzi sono perfettamente consci dei loro eventuali limiti contenutistici, della loro arretratezza di conoscenze, della distanza d'interesse tra essi e gli argomenti proposti.

Se gli togliamo anche la possibilità di produrre un testo che abbia almeno la forma giusta, è come infierire.


Arrivano i nostri!
Come nei film western - odiosi per altro - a un certo punto arrivano i soldati statunitensi ad aiutarci.

Infatti, per uscire dalla nostra impasse italiana possiamo adottare il sistema anglosassone.

Le tracce di temi e saggi d'oltreoceano, infatti, sicuramente indicano il contenuto da trattare, ma prescrivono in maniera molto precisa anche la forma del testo, le parti di cui deve comporsi, le rispettive misure.

È come dare agli studenti un kit di montaggio fornendogli però le istruzioni, altrimenti le possibilità che essi montino il tema nel modo giusto - almeno qui da noi - restano molto basse.

Uno dei formati più diffusi di tema negli Stati Uniti è il saggio in cinque paragrafi.

La traccia non descrive soltanto il tema da trattare ma ordina allo studente di scrivere un testo in cinque parti, non una di più, e ogni parte deve articolarsi in modo preciso, come vedremo.

Anche se la traccia del tema d'italiano non te lo dice, caro studente, nessuno ti vieta di seguire questo schema delle cinque parti, per avere una solida struttura in cui inserire le tue idee.

Se anche le idee non dovessero essere dei lampi di genio, almeno la correttezza formale del tuo lavoro ti procurerà un voto accettabile.

Introdurre
L'introduzione del tuo tema può partire da una frase d'apertura.

In genere, può andar bene una generalizzazione relativa all'argomento da trattare, nella quale dici che detto argomento è di particolare rilevanza oppure - se deriva dalla cronaca - che ultimamente è oggetto di numerosi dibattiti o altre strategie per collegarlo alla vita di tutti noi, e quindi dei lettori.

Puoi anche cominciare con una piccola storiella, per rompere il ghiaccio, ma naturalmente questa storiella deve portare il lettore dritto nel cuore dell'argomento che tratterai.

Se scegli di iniziare con un aneddoto, quasi sempre andrà bene un esempio particolare di ciò che la traccia dice in generale.

Se, per esempio, nella traccia si parla d'inquinamento, puoi partire raccontando lo schifo che hai visto in riva al mare nella gita fatta l'altro giorno, 25 aprile, che era festa.

Un terzo modo per introdurre è riportare la frase di qualcun altro, che sia abbastanza autorevole in materia.

Sebbene questa sia la soluzione più semplice, so che non è facile, perché le tue conoscenze forse non sono così ampie da permetterti di estrarre una citazione adatta.

Come concludere l'introduzione?

Con la tua opinione riguardo al cuore dell'argomento.

Se hai preparato una buona introduzione usando uno dei tre sistemi indicati, non girarci attorno e scrivi direttamente che tu sull'argomento hai una certa idea.

Motivare
Usando una frase di passaggio, adesso devi cominciare a fornire i tuoi argomenti riguardo all'idea espressa alla fine dell'introduzione.

Devi, in sostanza, motivare il tuo pensiero.

Perciò, la prima frase che dovrai scrivere è il primo motivo per il quale tu la pensi in un certo modo.

Il punto non è se la tua motivazione sia valida o meno, ma se la sai scrivere e spiegare in maniera articolata.

Per farlo, non devi far altro che seguire lo stesso schema usato nell'introduzione: racconta un episodio che dimostri l'evidenza del tuo pensiero, oppure cita una notizia riportata dai media, o ancora riporta le parole di un grande personaggio che possano avvalorare la tua idea.

Finita l'esposizione, scrivi senza tanti giri che la tua idea risulta dimostrata da quanto hai spiegato, in una sorta di miniconclusione.

Nessuno verrà a toglierti voti per la qualità delle idee espresse, ricordatelo.

Ma se scriverai ognuno dei tuoi argomenti seguendo questi tre passi, anche chi non è d'accordo col contenuto non potrà fare a meno di riconoscerti un discreto ordine nell'esposizione del tuo pensiero, ed è su questo che si basa il risultato della tua prova.

Naturalmente, ripeti lo schema per tutti gli argomenti che avrai trovato a favore della tua idea.

Qui però t'invito a fare con gli americani: trovane tre, soltanto tre.

Sono un numero sufficientemente basso da permetterti di organizzare le idee prima di scrivere in poco tempo, e abbastanza alto da riempire le quattro facciate del foglio.

Le tre argomentazioni, più l'introduzione, fanno quattro parti.

Non resta che la quinta.

Per concludere
La conclusione funziona sempre come un pacchetto nel quale racchiudere quanto detto prima.

È come dire al lettore vedi? È esattamente come ti avevo detto all'inizio, nell'introduzione.

Ovvio che non puoi dirlo in modo così scarno, ma il senso è questo.

Ciò che conta nella conclusione è far trasparire la convinzione di aver davvero dimostrato la validità della propria idea.

Già il solo ripetere le tre motivazioni addotte ti farà ottenere questo scopo.

Anche solo dire se noi mettiamo insieme la prima argomentazione, con la seconda e poi con la terza, apparirebbe evidente anche a un bambino che le cose stanno così funziona.

In questa frase io in realtà non ho detto nulla di preciso, eppure si sente un tono deciso e convincente.

Per finire, suggerisci al lettore il prossimo passo, chiedendoti che cosa deriva dalla mia idea? Se le cose stanno davvero così come la penso, quali implicazioni posso trarne?

Con questa preziosa domanda, avrai la tua frase conclusiva e potrai piantare la penna nel foglio per tracciare il punto finale.

Buon tema!

2 commenti:

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