martedì 1 maggio 2012

Tutti possono scrivere bene: a che titolo?

Sai che - in media - solo il venti percento di coloro che leggono un titolo continuano a leggere anche l'articolo sottostante?

Che cosa implica questo?

Che se non scrivi un titolo abbastanza accattivante, le persone a leggere il tuo testo saranno ben al di sotto di quella cifra.

Due sono i nemici principali dei titoli: oscurità e lentezza.

L'oscurità allontana i lettori perché li confonde: essi vogliono capire almeno l'argomento generale del testo che stanno per leggere.

La lentezza fa crollare l'entusiasmo di chi legge: le persone vogliono sentirsi stimolate e intrigate dalla lettura, e se un titolo non da loro la spinta, esse arretreranno.

La base per apprendere l'arte dei titoli è sempre il giornalismo: se sai come scrivere articoli di giornale sicuramente stai partendo col piede giusto.

Qui però puoi trovare alcune indicazioni rapide e di immediata applicazione per incamminarti sulla strada buona.

La serie completa, Tutti possono scrivere bene, la trovi qui.

Ora veniamo ai titoli.

Come fare?



  • Inserisci un vantaggio per il lettore: il nostro tempo è prezioso - hai letto la preghiera del lettore? - perciò pensa a come ricompensare il lettore per l'attenzione che ti presta. Poi cerca di infilare nel titolo questa ricompensa. Li farà stare meglio?
  • Cattura l'attenzione: quanti millesimi di secondo hai a disposizione? Pochissimi, credimi. Perciò, cerca di usare parole potenti, che evochino sentimenti precisi o facciano intravedere traguardi importanti.
  • La precisione prima di tutto: se il tuo titolo è troppo generico, sarà difficile generare interesse. Più specificità utilizzerai, più aumenterai le probabilità di reazione dei tuoi possibili lettori.
  • Niente furbate: un titolo furbo è un titolo che annuncia qualcosa di molto ghiotto ma che normalmente è impossibile da ottenere leggendo solo un articolo. Quando leggi cose come guadagnare con Internet oppure fare soldi col tuo blog fai sempre attenzione, perché tra il titolo e il risultato concreto a cui perverrai c'è sempre una distanza immane. Stessa cosa quando li scrivi: non puntare in alto solo per attirare più lettori, perché quando si accorgeranno della furbata, non solo li perderai, ma essi diffonderanno la loro pessima opinione su di te.
  • Attenzione ai titoli che ti piacciono troppo: l'autoreferenzialità è il peggior nemico della comunicazione. Ricorda che tu scrivi per te ma hai lo scopo di farti leggere da quante più persone è possibile. Se tu rileggi dieci volte il tuo titolo ripetendoti mio dio, quanto mi piace questo titolo, non ti varranno come dieci lettori. Per capire se un titolo può funzionare, guardati intorno, spulcia giornali, riviste, siti, blog, e cerca di cogliere le strutture sottostanti ai titoli più efficaci per replicarle.
  • Esercitati: un esercizio estremamente utile che ho eseguito a lungo tempo quando ho fatto i miei primi passi è quello di scrivere dieci titoli diversi per i miei testi. Lo scopo non è tanto quello di scegliere il titolo giusto, quanto di allenare la mente e la mano a produrre titoli pertinenti nel minor tempo possibile. Un altro sistema molto redditizio è riscrivere titoli differenti per testi già esistenti, come gli articoli di giornale, e renderti conto di come cambia la prospettiva d'approccio del lettore a seconda del titolo.
  • Chiarisci le tue finalità: che cosa vuoi che faccia il lettore, una volta letto il tuo testo? In questo scopo finale può celarsi il nocciolo del tuo titolo. Come ho appena detto, un titolo da forma all'atteggiamento con cui il lettore si accinge a leggere. Annunciargli che cosa ti aspetti che faccia alla fine, lo predisporrà all'azione meglio di qualsiasi altro trucchetto interno al testo.

Ora possiamo dire che hai i titoli giusti per dare la spinta iniziale ai tuoi testi.

Ma il meglio deve ancora venire: che cosa scriveremo esattamente nel nostro testo?

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