mercoledì 23 maggio 2012

Tutti possono scrivere bene: editing

Con questo post si conclude la serie Tutti possono scrivere bene, una versione zip dei concetti fondamentali utili a chi vuole cimentarsi nella scrittura funzionale.

L'operazione finale che ogni scrittore affronta è la revisione e correzione del suo testo, in gergo editing, manovra delicata quanto necessaria, dalla quale dipendono le sorti di tutto il lavoro precedente.

È un tema del quale mi sono occupato diffusamente, a partire da questo post e che in Accademia di scrittura è trattato con grandissima ricchezza di dettagli, tecniche e procedure guidate per effettuare il miglior editing possibile.

L'editing è talmente importante che non importa quanto bello o brutto sia il testo che hai scritto in prima stesura: intervenendo con le tecniche di revisione, migliorerai di molto i testi buoni e renderai quantomeno accettabili quelli meno buoni.

Non a caso, il lavoro di editor è strapagato e spesso le due abilità, scrittura e revisione, non albergano nella stessa persona.

Non pensare mai di fare un buon editing a istinto (o solo con quello): tieni sempre a portata di mano liste di cose da controllare, come questa, e applicale passo dopo passo senza tralasciare nulla:


  • Preparati: tra la fine della prima stesura e il primo approccio di revisione, lascia passare qualche ora, meglio ancora qualche giorno; ti sembrerà di leggere il testo di qualcun altro
  • Fai il gambero: il miglior modo per trovare refusi ed errori di grafia è leggere al contrario; la mente, infatti, tende ad anticipare la conclusione delle frasi (soprattutto se è la stessa mente che le ha scritte), dando l'illusione di vedere parole e punteggiatura scritte in modo corretto quando non lo sono; è noioso, lo so, ma serve farlo almeno una volta
  • Fai lavorare il software: esistono delle ottime funzioni di controllo linguistico, nei programmi di scrittura, che ti permetteranno di eliminare già la metà degli errori e delle zone oscure; sicuramente, le regole seguite da queste applicazioni a volte sono discutibili, ma il computer è un grande alleato per il lavoro sporco
  • Carta canta: fatta la revisione con le funzioni del computer, stampa e lavora su carta; tra leggere sullo schermo e leggere sui fogli ce ne passa e ti stupirai di quante cose salteranno fuori che, dopo due o tre letture al monitor, non avevi visto
  • Dai voce al testo: la lettura ad alta voce ti dirà innanzitutto se i periodi sono troppo lunghi o hanno bisogno di essere spezzati con la punteggiatura; capirai, inoltre, se hai esagerato con le subordinate, creando nel lettore un fastidioso senso d'attesa per il nocciolo del discorso, e potrai correggere
  • Scendi dal piedistallo: in linea di massima, tutte le volte che hai la sensazione di poter semplificare il testo, fallo; meglio un lettore che ha compreso in più che dieci in meno perché ti trovano estremamente forbito
  • Conosci te stesso: cioè, man mano che revisioni, prendi nota degli errori e delle zone su cui intervieni; alla fine, avrai un campionario dei tuoi errori tipici, che ti sarà molto utile durante la prossima stesura di un testo, perché prevenire è meglio che curare
  • Rileggi il titolo: che cosa c'entra il titolo, a questo punto, potresti chiedermi. Il punto è che un testo funzionale, nel titolo, promette qualcosa al lettore; grazie alla tua revisione, potrai renderti conto se questa promessa è stata mantenuta o meno, e scegliere se lavorare ancora un po' al testo per farlo aderire a quanto annunciato dal titolo, o semplicemente cambiare il titolo per farlo combaciare al contenuto; ricordati anche di verificare che il testo lasci davvero qualcosa e non sia solo aria fritta; in questo caso, non c'è editing che tenga ed è meglio non pubblicarlo affatto
Facci sapere nei commenti se questa serie ti è piaciuta, ti è stata utile e quali altri aspetti della scrittura ti piacerebbe vedere affrontati in questo blog!

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