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venerdì 2 aprile 2010

Come scrivere un... che cosa?


Chi cerca trova?
Quando controllo le statistiche del mio blog vedo che molti visitatori ci arrivano digitando nei motori di ricerca come scrivere un racconto/romanzo/libro ecc.

Nulla di più normale, visto che questo blog si occupa di scrittura e spesso di consigli pratici.

E tuttavia non ho mai pensato si potesse insegnare a scrivere un racconto o un romanzo.

Forse perché quando mi sono cimentato in testi narrativi, oltre a un solido lavoro strutturale - quello che faccio abitualmente con gran piacere - c'era tutta un'altra serie di cose - immaginare i personaggi in azione, farsi stimolare dai luoghi di ambientazione, provare a sentir parlare i protagonisti della vicenda - che non mi era possibile progettare ma solo non ostacolare.

Se dunque dicessi a un aspirante romanziere di fare quello che ho fatto io con l'immaginazione, con la fantasia, con l'immedesimazione, non credo si potrebbe definire un insegnamento su come scrivere un romanzo.

Solo un modo di condividere la mia personalissima esperienza.

L'esperimento che mi accingo a fare è cercare su google come scrivere un romanzo e vedere se trovo un illuminato in grado di insegnare una cosa del genere o solo improvvisatori e furbetti del marketing online.

Parlerò solo dei primi risultati nella prima pagina, in un post non potrei dilungarmi oltre.

domenica 6 dicembre 2009

Scrivere un racconto: questione di tecnica?


Per scrivere un racconto c'è bisogno di una tecnica?

Un racconto non dovrebbe essere un'opera "dettata" dall'ispirazione?

Può essere sufficiente la fantasia o serve altro?

Queste domande nascono dalla consapevolezza che un racconto, ossia un testo narrativo, possiede una natura differente da tutti gli altri tipi di testo.

Nel sentire comune, i racconti, i romanzi, le novelle, le fiabe, le favole sono "opere d'arte", mentre gli articoli, i saggi, i manuali e i libri di studio può farli chiunque possieda le conoscenze necessarie, pur senza essere un artista.

Ma le cose stanno davvero così?

Per comprendere meglio la differenza tra i testi narrativi e gli altri tipi di testo, ricorrerò a un esempio.

Ipotizziamo di voler fare una vacanza.

Dovremo scegliere una destinazione: lo faremo lasciandoci guidare dal gusto, dalle passioni, da bisogni di tipo estetico e sceglieremo luoghi la cui bellezza, la cui ricchezza artistica e la cui particolare cultura ci fanno immaginare un futuro piacere, poiché la vacanza dovrà soddisfare innanzitutto i nostri sensi.

Quando avremo scelto la destinazione ci toccherà risolvere il problema del come e quando arrivarci: lo faremo usando la razionalità, il calcolo di tempi e spesa, la misurazione delle distanze, facendo quella che viene detta analisi costi-benefici.

Può darsi che il problema del come e quando arrivarci condizioni la scelta estetica della destinazione: magari abbiamo un budget limitato, il nostro capo ci ha dato pochi giorni di ferie, i luoghi a cui abbiamo pensato non sono raggiungibili ecc.

Le questioni razionali potranno influire su quelle estetiche: questo farà della nostra vacanza un'esperienza meno bella?

Di certo non dovrebbe: l'esperienza di vivere per qualche tempo in un altro ambiente, che si realizzerà soltanto quando saremo lì, ha sempre un potenziale di bellezza, ricchezza e particolarità da godere, a prescindere dai fattori razionali, di cui ci occupiamo quando siamo ancora qui, quali i mezzi di trasporto, il tempo di permanenza o le condizioni di alloggio.

Quali informazioni possiamo trarre da questo esempio?

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